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Giovanni Maria Capecelatro, dei duchi di Siano, è nato a Portici, il 31 gennaio 1677.
In tenerissima età, nel 1683, si è ascritto alla Milizia Somasca. Quindi, avviatosi alla vita religiosa, ha scelto di seguire la regola dei Canonici Regolari della Congregazione del Santissimo Salvatore del Laterano.
Il 31 marzo del 1691, all’età di ventiquattro anni, è stato ordinato sacerdote.
Andando di pari passo la sua pietà e la sua scienza, è stato «… costituito Professore di belle Lettere, poi di Filosofia nelle nostre Atene or in Napoli, or in Roma; cresciuto nel merito, crebbe nel grado, e fu fatto Rettore nel Collegio Macedonio» di Napoli.
Il 22 febbraio 1718, dal sommo gerarca della chiesa cattolica, papa Clemente XI (Giovanni Francesco Albani, 1649 – 1721) è stato nominato vescovo di Ischia.
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Giovanni Maria Linguiti è nato a Faicchio, in provincia di Benevento, l’8 aprile 1773.
Ancora adolescente è arrivato a Napoli a studiare. Nella capitale, ha deciso «… di dedicarsi alla scienza del diritto; ben presto però, ritorna sui suoi passi e sceglie la vita monastica».
Dopo essersi addottorato in legge, in filosofia e in teologia, è stato abate dell’Ordine mendicante dei Serviti di Maria.
Nell’esercizio sacerdotale, si è distinto «… come predicatore e viene scelto come Catechista del Corpo di Marina della Darsena e come istruttore di teologia dei Chierici del Clero Regio».
Nel 1804, ha pubblicato le Esercitazioni critico-filosofiche sopra gli Atti dei SS. Apostoli.
«Frate-alienista, uomo acuto ed estroso, dotato di “fuoco naturale”», ha lasciato il silenzioso chiostro dell’Ordine dei Serviti per dedicarsi alla medicina.
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Porzio Giovanni (Portici, 1873 - Napoli, 22 settembre 1962) - "Usciva da un'aula con la toga svolazzante, con la mano tesa al bacio della gente come un cardinale" annota nel suo diario, il 10 luglio 1916, la scrittrice Elena Canino. La strepitosa popolarità gli derivava da un'oratoria dotta ma insieme chiara come acqua; era un po' istrione e un po' demagogo, conosceva i codici fin nelle virgole e meglio ancora l'indole umana. Vocazione giovanile: conservava una poesiola dedicatagli dai compagni del liceo Umberto quando rischiò la bocciatura in aritmetica: "Ognun credea che Porzio già fosse un avvocato. Ma or la matematica l'ha tutto trasformato".
Celebri sue arringhe portarono all'assoluzione dell'attrice Yvonne de Willespreux che aveva frantumato a colpi di revolver il cuore di uno studente-seduttore e dell'ex questore-commendatore Federico Borrelli che trucidò la figlia infedele con 39 pugnalate. "Vizio totale di mente", stabilirono i giudici.
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Giuliano Pasquale Ciro De Fazio è nato a Portici, il 7 aprile 1773, dal nobile Pietro De Fazio, duca di Gravina, capo giardiniere in quelle Reali delizie, e da Felicia Fiorillo.
Particolarmente versato per gli studi tecnici, prima è stato allievo «… per le scienze Matematiche, del celebre ed illustre nostro geometra Nicolò Fergola». Poi, «… avendo divisato di addirsi alla nobile professione d’Ingegnere ed Architetto si procurò d’andare in pratica con l’Architetto Pompeo Schiantarelli».
Avendo aderito alla Repubblica Partenopea ha partecipato alla difesa di Castellammare di Stabia.
Arrestato dalla restaurazione borbonica, e «… gettato nelle prigioni stabiesi, ancora vi languiva – come dimostra una carta custodita nell’Archivio di Stato – alla fine del 1800».
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Nato a Portici il 6 aprile 1861, Ciro Formisano crebbe in una famiglia benestante e colta. Fin da giovane fu attratto tanto dalla medicina tradizionale quanto dalle scienze occulte, in un’epoca in cui positivismo scientifico e spiritualismo si fronteggiavano come due amanti in crisi.
Scelse lo pseudonimo Giuliano Kremmerz in onore di Giuliano l’Apostata, l’imperatore romano che tentò di restaurare il paganesimo in un mondo ormai cristianizzato: un chiaro segnale delle sue simpatie per l’antico, il simbolico, il misterico. Il nome “Kremmerz” è probabilmente una rielaborazione simbolica, con possibili significati ermetici o cabalistici.
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Giulio Nocerino è nato a Portici, il 6 novembre 1883.
Conseguita la laurea in legge, valente avvocato nelle aule di giustizia «… esaltò la forza del diritto o invocò clemenza per le umani passioni».
Valoroso combattente, nella prima guerra mondiale è stato decorato con la Croce al merito di guerra e la Medaglia di bronzo al valor militare.
Stimatissimo dai colleghi, che hanno conosciuto «… la sua grandezza: giurista e oratore; civilista acuto e penalista brillante; scrittore e poeta» è stato eletto segretario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli. In tale ruolo, ha reso «… all’Ordine Forense servizi quanto mai altri, nei lunghi anni nei quali presidiò l’onore della Toga».
Uomo dalle notevoli doti, «… ricco d’ingegno e di cultura», è stato autore di molte delle epigrafi dedicate a quanti, nei diversi campi dello scibile umano, hanno onorato la città di Portici.
Forbito, fine e fluente oratore, in occasione di eventi celebrativi o commemorativi, ha tenuto diverse conferenze. Le vibranti parole pronunciate in dette circostanze hanno sempre riscosso una forte eco.
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Guglielmo Ferrero è nato a Portici il 21 luglio 1871, da Vincenzo Ferrero e da Candida Cioffi.
Completati gli studi, si è iscritto alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pisa.
Dall’aprile del 1889, arrivato a Torino con un gruppo di condiscepoli, è stato ospitato del medico psichiatra Cesare Lombroso. Da questi è stato persuaso a proseguire gli studi universitari a Torino, dove, nel 1891 ha conseguito la laurea,
Nel 1893 ha ottenuto anche la laurea in lettere all’Università di Bologna.
È divenuto «… celebre pubblicista e storico», sociologo e criminologo di fama internazionale.
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Guglielmo Peirce è nato a Portici il 20 aprile 1909, da Carlo Peirce e da Giulia Bernard.
Spinto dalla passione per la pittura e per il disegno, nel 1923 ha abbandonata la scuola tecnica. Nel successivo anno 1924, si è iscritto alla scuola di pittura del Real Istituto d’arte di Napoli. Ma, dopo soli due anni, tuttavia, ha lasciato «il corso a causa del «… volgare manierismo che vi regnava», uscendone «animato da idee rivoluzionarie e sovvertitrici»».
Ha frequentato lo studio dell’avvocato e pittore comunista Antonio D’Ambrosio e del critico d’arte Paolo Ricci, luogo «… di incontro e di formazione per Peirce e per la gran parte dei giovani napoletani impegnati culturalmente e politicamente contro il fascismo».
Tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta, è attivo «…presso la fabbrica di ceramiche artistiche partenopea “Stella Ceramiche” dove realizza i cosidetti “decori alla meccanica”, tema dell’antiarte caro a molti futuristi».
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Guido Giustiniano è nato a Portici il 2 novembre 1941.
Giovanissimo è entrato a far parte della famiglia francescana dei Frati Minori Conventuali, ed è stato ordinato sacerdote.
Compiuti gli studi superiori, ha conseguito le lauree magistrali in Teologia alla Pontificia Universitas Urbaniana e in Utroque Iure alla Pontificia Universitas Lateranensis, e il diploma solenne in arte e lettere all’Accademia Internazionale di Pontzen di Lettere – Scienze – Arti di Napoli.
Dottore in legge, è stato avvocato e giudice e vicepresidente del Tribunale Ecclesiastico della Campania e d’Appello, nonché avvocato del Tribunale Apostolico della Sacra Rota Romana.
Docente di Teologia e di Diritto Canonico, ha insegnato in diverse Università.
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Imma Battaglia, all'anagrafe Immacolata Battaglia, è nata a Portici il 28 marzo 1960. È un'attivista e politica italiana, ma soprattutto è una dei leader del movimento LGBT in Italia. La sua storia è quella di una vita dedicata alla lotta per la tutela dei diritti della comunità gay e all'attivismo senza compromessi.
Laureatasi in Matematica all'Università Federico II di Napoli, si trasferisce a Roma, dove diventa membro del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, un'associazione nata nel 1984 che porta avanti i diritti civili della comunità omosessuale, diventandone anche presidente fino al 2000.
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Jules Pierre van Biesbroeck nasce per caso a Portici, il 25 ottobre 1873, da Jules Evarist van Biesbroeck. È nato appunto mentre i suoi genitori stanno compiendo un viaggio d’istruzione in Italia.
Dall’età di due anni, ha risieduto a Ghent (Gand), nelle Fiandre, con la famiglia, che è rientrata in Belgio dal lungo viaggio nel Bel Paese.
Giovanissimo, è stato allievo del padre Jules Evarist van Biesbroeck, professore di pittura all’Accademia Reale di Belle Arti di Gand.
Nel 1886, partecipando alla XXXIII Exposition Triennale de Gand (Esposizione Triennale di Gand), ha venduto la sua prima tela, Le Pâtre.
Dopo il periodo di apprendistato con il padre, durato fino all’età di quattordici anni, incoraggiato dal successo della vendita della tela, è stato iscritto a frequentare l’Accademia Reale di Belle Arti di Gand. Presso detto Istituto, approfondendo i suoi studi di pittura e di scultura, ha completato la sua formazione artistica.
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Leopoldo Laperuta, nato a Portici nel 1771, in piena epoca borbonica, crebbe in un clima di grandi fermenti artistici e culturali. Portici stessa, con la sua Reggia e il suo fermento di nobili e intellettuali, era allora una piccola Versailles vesuviana, piena di stimoli per un giovane brillante come lui.
Laperuta mostrò subito una mente sveglia e una mano felicissima per il disegno tecnico. Studiò architettura e ingegneria, formandosi prima a Napoli e poi perfezionandosi a Roma, dove si innamorò del classicismo romano, quello vero, quello delle grandi colonne e degli spazi armoniosi. Non era uno di quei progettisti freddi e distaccati: Leopoldo aveva anima e mestiere, il perfetto equilibrio tra il rigore tecnico e il gusto estetico.
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Liberato Bronzuto è nato a Portici il 28 febbraio 1923.
Conseguito il diploma magistrale, è stato insegnante elementare.
Alle elezioni politiche dell’aprile del 1963 è stato candidato nella circoscrizione Napoli – Caserta per la lista del Partito Comunista Italiano.
Eletto, con sistema proporzionale, alla Camera dei deputati della Repubblica Italiana, prima iscritto al gruppo parlamentare Comunista e, poi a quello del Partito Comunista Italiano, ha occupato uno scanno di Montecitorio per l’intera IV Legislatura (6 maggio 1963 – 04 giugno 1968).
Riconfermato deputato nella consultazione elettorale del 10 e 20 maggio 1968, per una parte della V Legislatura (05 giugno 1968 – 15 aprile 1970), è stato membro del Partito Comunista Italiano.
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Luigi Crisconio è nato a Napoli il 22 gennaio 1893, da Francesco Crisconio e da Annamaria Calise.
Nel 1911, rimasto orfano del padre, a malincuore gli è subentrato nella gestione della cartoleria in piazza della Borsa, di cui era proprietario. L’amore per la pittura, lo ha portato a dedicare ogni momento ai pennelli, allontanandolo spesso dal bancone, fino a ignorare le richieste dei clienti. Questo suo comportamento, purtroppo, lo ha portato inevitabilmente a trascurare la cura del negozio. Pertanto, la madre si è vista costretta a vendere l’esercizio commerciale.
Nell’anno 1913, «… grazie all’aiuto di Vincenzo Serpone, noto commerciante di arredi sacri e pittore dilettante», si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Però, nutrendo una forte avversione all’insegnamento accademico, presto, ha pensato di abbandonare gli studi. Ciò nonostante, si è diplomato nel 1919, ma non ben disposto nei confronti della pittura ufficiale, si è formato «… nell’ambiente napoletano, pur senza aderire in modo attivo alle vicende dei gruppi artistici operanti nella città».
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Oggi vi raccontiamo la storia di un figlio di Portici che ha lasciato un segno indelebile non solo qui da noi, ma in tutto il Sud Italia. Parliamo di Luigi d'Alessandro, un nome che profuma di nobiltà antica, ma il cui cuore batteva per i più umili. Nato duca, destinato a una vita di agi e privilegi, e invece no. Lui scelse un'altra strada, quella della fede, quella del servizio. Lo immaginate? Un giovane nobile che, invece di pensare a feste e palazzi, decide di dedicare la sua intera esistenza a Dio e ai poveri. ’Na scelta che dice tutto. Siete pronti a seguire le orme di questo nostro illustre concittadino, da Portici fino alla Puglia, in un viaggio che parla di fede, nobiltà d'animo e tanto, tanto amore per il prossimo? Allacciate le cinture, si parte!
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Luigi Zuppetta è nato a Castelnuovo della Daunia il 20 giugno 1810 da Giovanni Zuppetta e Giovanna Paolucci.
Castelnuovo della Daunia è un paesino di 1.500 apitanti, in provincia di Foggia, famoso per le sue terme
A questo eminente penalista è intitolata, a Portici, l’omonima strada che unisce via Salvatore Pagliano con via VI Novembre.
Ma chi era Zuppetta? Laureatosi in Giurisprudenza, si affermò ben presto come un valente giurista, tanto considerato da essere eletto alla Camera il 18 aprile del 1848, ramo del Parlamento istituito dal Re delle Due Sicilie Ferdinando II in seguito alla Costituzione concessa il 10 febbraio dello stesso anno.
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La principessa Luisa Carlotta Maria Isabella di Borbone è nata nel Palazzo Reale di Portici, il mercoledì 24 ottobre 1804.
È stata figlia primogenita di «… Sua Altezza Reale il Sig. Principe ereditario» del Regno delle Due Sicilie Francesco di Borbone, duca di Calabria, e della sua seconda moglie, la «… Sig.ra Principessa ereditaria» Isabella Maria Antonietta di Borbone di Spagna.
Riconfermato sul trono di Napoli dal Congresso di Vienna, nel 1816, il nonno Ferdinando IV ha mutato la denominazione di Regno di Napoli e di Sicilia in Regno delle Due Sicilie e ha assunto il titolo di Ferdinando I delle Due Sicilie. Conseguentemente anche il suo titolo cambia da principessa reale di Napoli e di Sicilia a principessa reale delle Due Sicilie.
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Macedonio Melloni. Fisico e patriota (Parma, 1798 - Portici, 1854). Partecipò ai moti del 1831; costretto dalla reazione a fuggire in Francia, vi riprese la sua attività scientifica. A Napoli ebbe la direzione del Conservatorio d'arti e mestieri e successivamente la direzione dell'Osservatorio vesuviano. Deve la sua fama come scienziato allo studio dell'energia raggiante, della irradiazione e rifrazione del calore, della polarizzazione, della trasparenza dell'aria secca dello spettro calorifero. Quando si pensò di creare un osservatorio vesuviano da più parti fu fatto il nome di Macedonio Melloni, scienziato di fama europea che era stato docente di fisica all'università di Parma e che dal 1831 si trovava, per motivi politici, in esilio a Parigi. Il 4 marzo 1839 Re Ferdinando II approvò la nomina di Melloni a direttore.
Si legge nel verbale della seduta del consiglio di Stato: " Il signor Macedonio Melloni di Parma ha offerto i suoi servigi come professore di fisica al Re N.S. ed i più insigni scienziati che vanti oggi l'Europa, fra i quali basterebbe citare un Humboldt ed un Arago, nel rendere al merito di lui solenne e nobilissima testimonianza, lo raccomandarono caldamente alla Maestà Sua. Il signor Melloni, che a giudizio dell'Humboldt, è ora il primo fisico del continente, deve in spezial modo la sua celebrità alle acute ed ingegnose investigazioni sull'elettromagnetismo. E poiché non avvi forse altro Stato che abbia così gran numero di vulcani, o estinti o in attività, sarebbe oltremodo necessario fondare in Napoli un istituto meteorologico, specialmente oggi che il magnetismo terrestre occupa le menti di quanti danno opera agli studi della fisica generale del globo. Anche questo incarico assai utilmente sarebbe affidato al signor Melloni ".
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Marcello Candia nasce il 27 luglio 1916 a Portici, dove la famiglia si era trasferita da Milano per ragioni di lavoro, terzo figlio di Camillo e di Luigia (Bice) Mussato.
Marcello Candia è stato un imprenditore, missionario e filantropo italiano. Dopo tre lauree (in Chimica, Farmacia e Biologia) e una venticinquennale attività di industriale, vendette la sua prospera azienda e si recò in Brasile come missionario laico. È considerato venerabile dalla Chiesa cattolica.
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Nel vibrante cuore del Regno di Napoli, dove il mare abbraccia la terra e il Vesuvio veglia silenzioso, nel 1745 venne al mondo una principessa destinata a intrecciare il suo destino con quello delle più grandi dinastie d’Europa.
Maria Luisa di Borbone, o come la chiamavano affettuosamente a corte, Maria Ludovica, nacque nella fastosa Reggia di Portici, figlia di Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia.
Tra le sale dorate, i giardini odorosi e il fermento culturale che animava il Miglio d’Oro, Maria Luisa crebbe sospesa tra il dovere della nobiltà e la dolcezza mediterranea della sua terra.
Ma la vita di una figlia di re non appartiene mai davvero a se stessa.
Chiamata a un matrimonio strategico con Pietro Leopoldo d'Asburgo-Lorena, Granduca di Toscana e futuro imperatore, Maria Luisa lasciò Portici per Firenze, poi per Vienna, portando con sé il sole, la fede e la grazia della sua città natale.
Questa è la storia di una donna che, pur lontana da casa, non smise mai di portare nel cuore il profumo della sua infanzia vesuviana.
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Mario Fanelli è nato a Portici, il 20 ottobre 1885, tra le mura della settecentesca villa Maltese.
Ufficiale di carriera del Regio Esercito, con il grado di tenente, ha prestato valorosamente servizio presso l’11esimo Reggimento Bersaglieri, di stanza a Napoli.
Allo scoppio del conflitto italo turco, combattuto dal Regno d’Italia contro l’Impero ottomano dal 29 settembre 1911 al 18 ottobre 1912, per conquistare le regioni nordafricane della Tripolitania e della Cirenaica, ha partecipato arditamente alla campagna di Libia.
Nel corso del tragico combattimento sostenuto il 23 ottobre 1911 nei pressi dell’oasi di Sciara Sciat contro i turchi ottomani, che tentano di riconquistare Tripoli, è stato gravemente ferito: «… una di quelle palle « dum-dum » — malvagiamente deformate, che la barbarie mongolica dei Turchi ha adottato malgrado le Convenzioni internazionali — gli aveva perforato l’inguine, penetrando nel fianco. Trasportato a Napoli, visitato due volte pietosamente dalla regina Elena».
Nonostante le premurose cure, a «… soli 26 anni», il giovedì 11 gennaio 1912, il militare Mario Fanelli si spegne in Napoli.
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Massimo Caprara è nato a Portici il 7 aprile 1922.
Addottoratosi in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Napoli, si è dedicato totalmente alla politica, non tralasciando l’attività giornalistica.
Dal 1939 ha svolto attività antifascista.
Nell’aprile del 1944 è divenuto segretario di redazione della rivista Rinascita, indi direttore di Gioventù Nuova.
Nel 1946 è stato posto a capo della segreteria del ministro guardasigilli Palmiro Togliatti, del quale è stato segretario personale per vent’anni.
Dallo stesso anno e fino al 1951 è stato direttore della Segreteria Nazionale del Partito Comunista Italiano (PCI).
Dal 1952, eletto sindaco, ha retto l’amministrazione civica di Portici fino al 1954.
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Dalla vivace Portici alle grandi aziende del Nord, passando per le pagine dei suoi romanzi affilati e ironici: Massimo Lolli è la voce che sussurra, con lucidità e malinconia, le verità taciute del mondo del lavoro. Manager, scrittore, osservatore acuto della società contemporanea, Lolli ci accompagna tra ambizioni, fallimenti e piccoli eroismi quotidiani, con quello sguardo disincantato e insieme tenero che solo un figlio del Sud sa avere.
Un viaggio tra fabbriche, uffici e sentimenti, raccontato con la penna leggera e il cuore pesante di chi conosce bene il prezzo dei sogni.
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C'è chi canta e chi incanta con le parole. Maurizio Morante appartiene alla seconda categoria: è il paroliere che ha saputo dare voce ai sentimenti più intimi di grandi interpreti come Mina, Pavarotti, Bocelli, Murolo, Peppino di Capri e tanti altri. Nato a Portici, sotto il cielo del Vesuvio, ha trasformato l’anima mediterranea in versi universali.
Autore schivo ma raffinatissimo, Morante è l’artigiano delle emozioni: scrive canzoni che sembrano piccoli film, dipinge con le parole malinconie e passioni, ferite e rinascite. Dalle sue liriche nasce una musica che parla d’amore, di tempo, di memoria — e sempre con un filo di poesia.
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Melchiorre Delfico è nato a Teramo, il 28 marzo 1825, dal conte di Longano Gregorio De Filippis Delfico e dalla marchesa Marina Delfico.
Compiuti i primi studi alla Pubblica Scuola di Disegno di Teramo, dove è stato allievo del pittore neoclassico Pasquale della Monica (1798 – 1867), si è trasferito a Napoli per completare la sua formazione.
Sedicenne, è arrivato nel capoluogo partenopeo, dove ha studiato musica ed è stato attratto dalla pittura. Incerto se seguire la sua passione di illustratore o la sua formazione musicale, ha tentato di percorrere entrambe le carriere, intrecciando inevitabilmente l’attività di caricaturista con quella di musicista e compositore.
In campo musicale si è espresso sia come compositore che come esecutore.
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Mimmo Esposito, nato a Portici nel 1968, è un attore e regista italiano con una carriera che abbraccia teatro, cinema e televisione. La sua carriera nel mondo dello spettacolo è caratterizzata da una duplice veste di attore e regista, sia in ambito teatrale che cinematografico.
La carriera di Mimmo Esposito è caratterizzata da una notevole versatilità e da un impegno costante nel rappresentare la realtà attraverso diverse forme espressive, rendendolo una figura di spicco nel panorama artistico italiano.
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Nicola Ignarra è nato a Pietrabianca, villaggio posto nell’area nord-occidentale del territorio di Portici, il 21 dicembre 1728, da Sabato Ignarra e da Petronilla Scuteri.
Ricevuti dal reverendo Filippo Scuteri, parroco di san Giovanni a Teduccio, suo zio materno, i primi rudimenti scolastici, è entrato gratuitamente al seminario arcivescovile. Qui, completata la sua preparazione, «… istrutto nelle lingue dotte e nelle scienze poté di soli 20 anni insegnare ivi stesso la poetica e la lingua greca».
È stato discepolo del grecista Alessio Simmaco Mazzocchi (1684 – 1771), al quale, nel 1771, è succeduto nella cattedra di Sacra scrittura presso l’Università degli Studi di Napoli e di cui, nel 1778, ha scritto un’interessante biografia.
Ordinato sacerdote, ha seguito la carriera ecclesiastica.
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Portici ha avuto la fortuna di avere un uomo che l'ha amata così tanto da raccontarla per primo. Lo sapevi che il reverendo parroco Don Nicola Nocerino (1735-1799) non era solo un sacerdote, ma il nostro primo e fondamentale storico? Senza di lui, gran parte dei dettagli sulle Ville Vesuviane, sulla Reggia e sulle sorgenti d'acqua sarebbero rimaste ’nu mistero! Nato a Portici il 27 marzo 1735, fu prima vicario economo e poi l'ottavo parroco della Chiesa della Natività della Beata Vergine Maria. La sua opera, "La Real villa di Portici illustrata" del 1787, è un tesoro che ancora oggi consultiamo. Ma non fu solo uno studioso: fu anche testimone oculare e cronista degli eventi drammatici del 1799. Ti va di scoprire la storia di questo sacerdote colto e appassionato, che ha fatto della sua città la sua musa e il suo campo di studi? ’A storia è ’na cosa seria, ma se la scrive chi t’‘ama, diventa ’na poesia!
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Nacque a Monopoli (Bari) l'11 novembre del 1848 e morì Portici il 13 ottobre del 1917.
Fu professore incaricato di Botanica presso la R. Scuola Superiore di Agricoltura nel 1887. Con il trasferimento a Roma del Prof. Pedicino, l'incarico e la direzione dell'Orto Botanico furono conferiti ad Orazio Comes, il quale successivamente nel 1906 fu nominato anche direttore della R. Scuola Superiore di Agricoltura.
La morte avvenuta il 13 ottobre 1917 segnò la fine del periodo aureo dell'Orto Botanico."Infatti, sotto la direzione di Comes si ebbe un'inversione di tendenza rispetto alla concezione di Orto Botanico strutturato in modo coerente con il contesto storico come museo di collezioni botaniche. Comes concepì l'Orto Botanico da lui diretto come area di sperimentazione agraria e come area di sperimentazione agraria e la utilizzò per la coltivazione di varietà di tabacco, pianta sulla quale svolse gran parte della sua attività scientifica.
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Ortensia De Francesco è una costumista italiana nata il 30 settembre 1959 a Portici. È nota per il suo lavoro nel campo del cinema e del teatro. Nel 2008 è stata candidata al David di Donatello e ha vinto il prestigioso premio Ciak d'oro come miglior costumista per Lascia perdere, Johnny!,
