Oggi vi raccontiamo la storia di un figlio di Portici che ha lasciato un segno indelebile non solo qui da noi, ma in tutto il Sud Italia. Parliamo di Luigi d'Alessandro, un nome che profuma di nobiltà antica, ma il cui cuore batteva per i più umili. Nato duca, destinato a una vita di agi e privilegi, e invece no. Lui scelse un'altra strada, quella della fede, quella del servizio. Lo immaginate? Un giovane nobile che, invece di pensare a feste e palazzi, decide di dedicare la sua intera esistenza a Dio e ai poveri. ’Na scelta che dice tutto. Siete pronti a seguire le orme di questo nostro illustre concittadino, da Portici fino alla Puglia, in un viaggio che parla di fede, nobiltà d'animo e tanto, tanto amore per il prossimo? Allacciate le cinture, si parte!

Luigi d’Alessandro: Il Duca di Portici col Cuore di Pastore

C’è una Portici che va oltre le ville e i giardini, una Portici che ha dato i natali a uomini la cui grandezza non si misurava nei titoli, ma nelle opere. La storia di Luigi d'Alessandro è l’esempio più luminoso. Luigi nasce il 19 giugno 1693, e non in una casa qualunque. Suo padre è Giulio Cesare d’Alessandro, III Duca di Castel di Lino (che noi oggi conosciamo come Castellina sul Biferno), e sua madre è donna Antonia Capece, di una delle famiglie più blasonate del Seggio di Nido. Insomma, ’nu uaglione nato con la camicia, destinato a ereditare feudi e onori.

E invece no. Dentro di lui arde un altro fuoco. Una vocazione forte comme ’o Vesuvio lo spinge verso il sacerdozio. A soli 23 anni, il 19 settembre 1716, viene ordinato sacerdote. Una scelta controcorrente, che dimostra subito di che pasta era fatto quest'uomo.

La Carriera Ecclesiastica: Un Viaggio al Servizio degli Ultimi

La sua intelligenza e la sua profonda fede non passano inosservate. A soli 39 anni, nel 1732, viene nominato Arcivescovo di Santa Severina, in Calabria. E la prima cosa che fa non è pensare al suo palazzo, ma alla sua gente. Lì, in una terra difficile, fonda il Monte di Pietà, un'istituzione per aiutare i più bisognosi a non cadere nelle mani degli usurai. E che ve lo dico a fare, già da questo si capisce tutto. Il suo cuore era grande, immenso.

Dopo dodici anni di apostolato in Calabria, nel 1743 viene trasferito in Terra d’Otranto, come Vescovo di Alessano. Anche qui non resta con le mani in mano: si rimbocca le maniche e avvia subito il restauro della Cattedrale e del palazzo vescovile. Era un costruttore, non solo di chiese, ma di comunità. La sua fama di uomo giusto e pio arriva fino a Roma, tanto che nel 1751 Papa Benedetto XIV lo nomina "Assistente al Soglio Pontificio", un onore riservato a pochi.

Primate di Puglia: Il Culmine della Missione

Ma il suo viaggio non è ancora finito. Nel 1754, lo stesso Papa lo chiama a una delle sedi più prestigiose del Regno: l'Arcidiocesi di Bari e Canosa, nominandolo Primate di Puglia. È il culmine della sua carriera, ma Luigi non cambia di una virgola. Il suo pensiero fisso sono sempre i poveri.

E qui compie un gesto che lo lega per sempre alla storia della sua famiglia. A Bari fonda un altro Monte di Pietà, onorando una tradizione di famiglia. Il suo antenato, Gio. Battista d'Alessandro, era stato infatti uno dei fondatori del Pio Monte della Misericordia a Napoli, una delle istituzioni benefiche più importanti d'Europa. Vedete? La carità, per i d'Alessandro, era una cosa seria, un affare di famiglia.

L'Eredità di un Uomo Giusto

Luigi d'Alessandro si spegne a Bari il 28 gennaio 1770 e viene sepolto nella magnifica Cattedrale di San Sabino. Se ne va lontano dalla sua Portici, ma il suo spirito è rimasto qui, tra di noi.

La sua è la storia di un uomo che ha usato la sua nobiltà non per dominare, ma per servire. Un vero "signore", nell'animo prima che nel titolo. Un figlio di Portici che ha portato il nome della nostra città nei palazzi del potere ecclesiastico, senza mai dimenticare gli ultimi. E noi, oggi, raccontando la sua storia, lo riportiamo un po' a casa. Pecché ’e figlie ’e Portici, pure quanno vanno luntano, ’o core ’o lassano sempe ccà.