Ezio Ascione, porticese di nascita, non era uno qualunque. Sin da ragazzino, quando Portici era ancora immersa in un’atmosfera aristocratica e rurale, lui la bicicletta non la usava solo per andare a faticare: la inforcava per volare. Appena ebbe l'occasione, si tesserò con la Società Sportiva Portici, fondata nel 1906.
Era un'epoca d'oro per lo sport locale. La sezione ciclistica, pur essendo autonoma, era il fiore all'occhiello della polisportiva. Ezio divenne presto un simbolo: un atleta instancabile, uno scalatore che non temeva le salite del Vesuvio e un velocista capace di bruciare chiunque sul rettilineo. ’Nu fuoriclasse vero!
I Grandi Rivali
Le corse di allora non erano per deboli di cuore. Ezio doveva vedersela con avversari durissimi:
- Ciro Giacca: il leone di Barra.
- Luigi Sannino: un osso duro.
- Gianni Pinto: il "Marchese", famoso perché correva indossando eleganti guanti bianchi. Ma Ezio, con la sua maglia bianca della S.S. Portici, non si faceva certo intimidire dal sangue blu!
Dalla Costiera Amalfitana alle Pampas Argentine
Il 1910 fu l'anno della consacrazione. Immaginate questo ragazzo che, tra la polvere e il calore del sole mediterraneo, vince la "Costa d’Amalfi". Ma la sua fame di traguardi non si fermava al Golfo. Arrivò fino a Torino per la finale del Gran Premio PEUGEOT, la gara per dilettanti più importante d'Italia.
Ma la vera impresa, quella che ancora oggi fa tremare i polsi, avvenne nel 1913. Ezio, diventato un ciclista "nomade e spericolato", attraversò l'oceano per correre in Argentina. In sella alla sua pesante Alcyon, trionfò nelle pampas, vincendo tappe epiche come la San Pedro-Rosario. Dagli Appennini alle Ande, il nome di Portici risuonava ovunque grazie ai suoi pedali.
Il Palmarès di un Campione
| Anno | Gara / Traguardo | Risultato |
| 1910 | Corsa Ciclistica "Costa d'Amalfi" | Vincitore |
| 1910 | Gran Premio PEUGEOT (Torino) | Finalista Nazionale |
| 1911 | Coppa Cioffi | Vincitore |
| 1912 | Coppa Caivano | Vincitore (per mezza ruota!) |
| 1913 | Gran Premio de la Reaccion (Argentina) | Vincitore |
Non solo Bicicletta: Il Presidente e le Quattro Ruote
Quando decise di scendere dalla sella, Ezio non si mise a riposo. La passione per la velocità lo portò a gareggiare con le auto a Monza e Pescara. Nel 1923 venne eletto Presidente della Società Sportiva Portici, dando un impulso incredibile alla squadra di calcio, che sfiorò la promozione arrivando seconda dietro la Nocerina. Un uomo di sport a tutto tondo, con il sangue biancoazzurro nelle vene.
L'ultimo traguardo nel silenzio
Purtroppo, guagliù, la storia di Ezio ha un finale che stringe il cuore. Nonostante la gloria internazionale, morì nella sua Portici quasi dimenticato. Al suo funerale, mentre il feretro attraversava le strade che lo avevano visto correre, c'era poca gente.
"È morto un campione, e Portici gli riserva il deserto."
Queste furono le parole indignate di uno sconosciuto vestito di nero che seguì il feretro. Un grido di dolore per un uomo che aveva dato tutto alla sua città. Ma noi siamo qui per questo: per non lasciarlo solo in quell'ultima corsa e per ricordare a tutti che Ezio Ascione è un pezzo indelebile d'’a storia nostra.
