Oggi ‘a storia che vi racconto è ‘na perla rara, di quelle che sanno di nobiltà, di polvere di libri antichi e di un amore viscerale per la nostra terra. Parliamo di Diego Rapolla, un nome che forse a tanti non dice nulla, ma che per Portici è come ‘na radice profonda. Immaginatevi un giovane nobile, nato non all’ombra del Vesuvio, ma nella lontana Venosa, in Basilicata, nel 1848. E allora uno si chiede: ma che c’azzecca? E qui viene il bello. Quest’uomo, letterato e viaggiatore, posò gli occhi sulla nostra Portici e se ne innamorò perdutamente, tanto da dedicarle pagine e studi che ancora oggi sono ‘nu tesoro. Ma cosa spinse un discendente di un'antica famiglia lucana a diventare il cantore della storia porticese? Preparatevi a scoprire la vita di un uomo che ha saputo guardare oltre le sue origini per abbracciare l’anima della nostra città."
Diego Rapolla: Il Patrizio Venosino che Divenne l'Anima Storica di Portici
'A vita, a volte, è comme 'o mare: ti porta lontano, ti fa scoprire approdi che non ti saresti mai aspettato. E la storia di Diego Rapolla è proprio una di queste. Un uomo che, pur non essendo nato qui, ha saputo amare, studiare e raccontare Portici con una passione che solo i veri figli di questa terra possiedono, fino a diventarne cittadino onorario e parte integrante del suo tessuto.
Dalle Nobili Origini all'Amore per il Golfo
La nostra storia comincia a Venosa, in provincia di Potenza, nel 1848. È qui che nasce Diego, rampollo di un'antica e nobile famiglia locale che, nei primi decenni dell'Ottocento, decide di trasferirsi nel cuore del Regno, a Napoli. In questo ambiente vibrante e colto, il giovane Rapolla forgia il suo destino: diventa un letterato raffinato, autore di pregevoli saggi storici, membro di varie accademie letterarie e instancabile viaggiatore, spinto sia dallo studio che dal puro piacere della scoperta.
Ma tra tutti i luoghi visitati, uno gli rapisce il cuore: Portici. Forse fu la vista del Vesuvio, o il fascino della Reggia borbonica, ma Diego non si limita ad ammirare la "graziosa cittadina". Decide di farne l'oggetto dei suoi studi più appassionati.
"Memorie Storiche di Portici": Un Atto d'Amore su Carta
Il suo amore per la città si trasforma in un'opera monumentale. Tra il 1877 e il 1878, sulle pagine della "Gazzetta del Vesuvio", Rapolla pubblica a puntate le sue ricerche, raccogliendo «… le notizie storiche, geografiche, etnografiche, e politiche» su Portici. Il suo non è un arido elenco di fatti. Al contrario, cerca «… di adattare il suo stile all’incantevole bellezza dei luoghi che descrive», creando un'opera erudita ma allo stesso tempo «piacevolissima».
Nel 1878, questi articoli vengono raccolti in un unico volume, che diventerà una pietra miliare per la storiografia locale: "Memorie storiche di Portici". In quest'opera, Rapolla non solo traccia le varie fasi della storia cittadina, tra glorie e sventure, ma dimostra «… non solo un ingegno spigliato, ma quella serietà di osservazioni che ci dà lo stampo dello storico».
Il soggiorno porticese è incredibilmente fecondo. Oltre al suo capolavoro, scrive e pubblica altri due lavori di pregio: "Memorie storielle dei Conti di Savoia" e "Vita di Orazio Fiacco con ragguagli nuovissimi e con note diffuse sulla storia della Città di Venosa".
La Riconoscenza di una Città: La Cittadinanza Onoraria
Portici non rimane insensibile a tanto amore. Per i suoi meriti, Rapolla viene nominato socio onorario della Società di Mutuo Soccorso. Ma il riconoscimento più alto arriva il 13 agosto 1891, quando il Consiglio comunale, su proposta del sindaco Natale Noverino, gli conferisce la cittadinanza onoraria.
La pergamena-diploma, con parole solenni, racchiude tutta la gratitudine della città:
Il Consiglio Comunale di Portici / apprezzando altamente la dotta Opera del Patrizio Venosino / CAV. DIEGO RAPOLLA / Memorie storiche di Portici / in cui sono investigate e raffermate le antiche origini della / Città e segnalati i progressi da Essa compiuti sotto il Regime / della riconquistata Libertà con voto unanime, Gli conferiva / LA CITTADINANZA ONORARIA / nella tornata del XIII Agosto MDCCCLXXXXI.
Villa Rapolla: Un Gioiello di Famiglia
Il legame di Rapolla con Portici si suggella anche nella pietra. Villa Rapolla, situata in via Emanuele Gianturco, era stata eretta nel 1868 per volere di Monsignore D. Domenico Rapolla, su progetto del celebre architetto Gaetano Fazzini (lo stesso dell'Osservatorio Vesuviano e dell'Annunziata di Napoli).
Nel 1901, Diego stesso completa i lavori di ampliamento e restauro, trasformandola in quella "amena villa" che conosciamo. Per celebrare l'evento, fa apporre una lapide che ancora oggi narra questa storia, unendo il suo nome a quello dell'illustre architetto e al suo amore per la città:
D. 1901 / IL CAVALIER DIEGO RAPOLLA / AUTORE DELLE MEMORIE STORICHE / E CITTADINO ONORARIO / DI PORTICI / HA ABBELLITA ED AMPLIATA / QUESTA AMENA VILLA / CHE PER INCARICO / DEL R. MONSIGNORE D. DOMENICO RAPOLLA / NOBILE VENOSINO / NEL 1868 / ERESSE L’ARCHITETTO / CAVALIERE GAETANO FAZZINI / IL QUALE VANTAVA FRA LE SUE OPERE / L’OSSERVATORIO VESUVIANO / E L’ANNUNZIATA DI NAPOLI / A. P. R. M.
Il letterato Diego Rapolla si spegne a Napoli nel 1921, lasciando a Portici un'eredità immortale: non solo le sue opere, ma l'esempio di come si possa diventare figli di una terra amandola, studiandola e raccontandola al mondo. E chi s' 'o scorda, un figlio così?
