Ci sono vite che sembrano fatte apposta per il teatro, e non solo perché ci finiscono sopra. Sono quelle vite che hanno mille atti, cambi di scena, colpi di scena e un bel po’ di improvvisazione. La vita di Alvaro Gradella, nato a Portici il 26 marzo 1954, è proprio una di quelle. Un uomo che ha saputo declinare l’arte in ogni sua forma, portando con sé l’eleganza del teatro classico, la magia del doppiaggio, la vivacità del cinema e, perché no, anche il coraggio della politica e l’immaginazione della narrativa.
Portici gli ha dato i natali, e forse anche quel certo gusto per la parola, il gesto, l’espressione che solo i vesuviani autentici sanno coltivare. Ma è a Padova che il giovane Alvaro si forma davvero: studia dizione, recitazione, e comincia a fare teatro con un gruppo universitario. Sono gli anni in cui il palcoscenico diventa una seconda pelle e il pubblico una famiglia allargata.
Dai microfoni RAI ai set cinematografici
Negli anni '70, eccolo approdare a Roma, il grande teatro d’Italia, dove comincia a lavorare come conduttore radiofonico per la RAI. Ma la voce di Gradella non poteva restare rinchiusa nei microfoni: troppo ricca, troppo intensa. Così debutta anche come attore e doppiatore, conquistandosi un posto tra i professionisti della scena.
Una carriera tra cinema, tv e teatro
Il cinema se ne accorge presto: lo vediamo in pellicole iconiche degli anni '80 e '90, spesso al fianco di grandi nomi come Carlo Verdone e Steno. Ecco alcuni titoli da ricordare:
📽️ Cinema
- Acqua e sapone (1983) – regia di Carlo Verdone
- Bonnie e Clyde all'italiana (1983) – regia di Steno
- I due carabinieri (1984) – regia di Carlo Verdone
- Mi faccia causa (1984) – regia di Steno
- Troppo forte (1986) – regia di Carlo Verdone
- Luci lontane (1987) – regia di Aurelio Chiesa
- Antonio guerriero di Dio (2006) – regia di Antonello Belluco
- MissTake (2008) – regia di Filippo Cipriano
- Il leone di vetro (2014) – regia di Salvatore Chiosi
- Red Land (Rosso Istria) (2018) – regia di Maximiliano Hernando Bruno
- The Tracker - Vendetta personale (2019) – regia di Giorgio Serafini
- Vajont - Per non dimenticare (2019) – regia di Fabrizio Maria Cortese
📺 Televisione
- Perlasca – Un eroe italiano (2002) – regia di Alberto Negrin
- Vivere (2003) – soap opera, vari registi
- Senza via d'uscita – Un amore spezzato (2007) – regia di Vittorio Sindoni
- Il falco e la colomba (2009) – regia di Francesco Vicario
- Maggie & Bianca Fashion Friends (2016–2017) – regia di Matteo Maffucci, Giovanni Caccamo, Ivan Silvestrini
🎭 Teatro
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I soldi (1981-1982), diretto da Vito Molinari, con Marina Malfatti, Renzo Palmer, Gianni Musy
🎙️ La voce che dà vita
Nel doppiaggio, Gradella presta la voce a personaggi di serie TV e film che hanno segnato un’epoca: da Ladyhawke a Capitol, passando per Ai confini della realtà e Combat!. La sua voce è un timbro riconoscibile, autorevole ma empatico, come quella di un vecchio amico che ti racconta una storia.
🏛️ L’uomo impegnato
Non solo arte, però. Alvaro Gradella ha anche messo il cuore in politica. Viene eletto nel 1995 Consigliere Comunale di Padova, viene rieletto nel 1999 nelle liste di AN e nominato Assessore allo Sport e allo Spettacolo, e poi nel 2001 Assessore all'Ambiente, al Verde e ai Grandi Eventi Popolari.
📚 Lo scrittore
Come se non bastasse, è anche autore di una trilogia di romanzi storico-mitologici, ambientati nella Britannia romana alla fine del IV secolo d.C., il cui protagonista è il Generale romano Magno Massimo, personaggio realmente esistito.
- L’Aquila e la Spada (2012)
- Excalibur - La Spada di Macsen (2014)
- Pendragon - La stirpe di Artù (2018)
Un ambizioso progetto che mescola storia romana e mito arturiano, con un respiro narrativo che affonda le radici nell’epica e nella fantasia. Grazie a questi romanzi, vince nel 2016 il "Premio Giuseppe Morselli" per la Narrativa.
🌋 Orgoglio porticese
Alvaro Gradella è uno di quei personaggi che non si lasciano facilmente incasellare: attore, doppiatore, politico, scrittore… e soprattutto, porticese. Con lui, Portici ha messo un altro fiore all’occhiello nel suo già ricco bouquet di artisti e menti brillanti. La sua voce, le sue interpretazioni, le sue storie sono una parte viva della cultura italiana.
E diciamocelo: uno così, ci voleva proprio. Perché in un mondo dove tutti parlano, Alvaro Gradella è uno che sa come raccontare.
