Alberto Gattoni, nato a Portici il 5 agosto 1911 e morto a Roma il 29 settembre 1988, è stato un politico italiano, noto per il suo coinvolgimento nel Movimento Sociale Italiano (MSI) e per il suo servizio come senatore nella VI Legislatura.
Nato a Portici, in provincia di Napoli, Gattoni intraprese la carriera di assicuratore, lavorando come agente generale per il Lloyd Italico e L'Ancora a Napoli. Durante la Seconda Guerra Mondiale, servì come ufficiale e, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, aderì alla Repubblica Sociale Italiana, militando nella Xª MAS.
Dopo la guerra, Gattoni si iscrisse al Movimento Sociale Italiano (MSI). Alle elezioni politiche del 1972, risultò il primo dei non eletti, ma subentrò nel 1973 al senatore Gaetano Fiorentino, deceduto in carica. Durante il suo mandato, fu membro della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) dal 1° marzo 1973 al 10 luglio 1974 e della 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) dall'11 luglio 1974 al 4 luglio 1976.
Alberto Gattoni si distinse per il suo impegno in iniziative legislative volte a fronteggiare emergenze sanitarie e a partecipare a riforme sociali significative. Il suo operato riflette l'attenzione verso le problematiche del Mezzogiorno e la volontà di contribuire attivamente al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni colpite da crisi sanitarie e sociali. Fu tra i firmatari di un disegno di legge presentato dai senatori pugliesi e campani della Destra Nazionale. Questo disegno di legge mirava a fornire provvedimenti a favore delle popolazioni dei comuni della Campania e della Puglia colpiti dall'epidemia di colera dell'agosto e settembre 1973. La proposta fu presentata sollecitamente al Senato, evidenziando l'urgenza di affrontare la crisi sanitaria. Inoltre, Gattoni partecipò alla discussione di un disegno di legge relativo alla riforma del diritto di famiglia, contribuendo al dibattito su temi di rilevanza sociale.
Nel 1975, Gattoni fu coinvolto in un'indagine giudiziaria relativa al "Centro Italiano di Sviluppo Economico e Sociale", di cui era membro del consiglio di amministrazione. Ricevette ventinove avvisi di reato in riferimento a possibili collegamenti tra la società e il movimento eversivo di destra.
Alberto Gattoni rimane comunque una figura significativa nella storia politica italiana del dopoguerra. La sua carriera riflette le complesse dinamiche politiche dell'Italia del XX secolo, segnate da conflitti ideologici e trasformazioni sociali.
