Gennaro Clemente Francone, nato a Portici il 23 novembre 1728, è una figura di spicco nella storia ecclesiastica del Settecento. Figlio di Paolo, principe di Ripa Francone e marchese di Salcito, e di Imara Ruffo dei principi di Castelcicala, proveniva da una famiglia nobile con radici nel Regno di Napoli.
Carriera ecclesiastica
Ordinato sacerdote il 17 aprile 1768, Francone fu nominato arcivescovo metropolita di Cosenza il 14 dicembre 1772 da papa Clemente XIV. Durante il suo episcopato, convocò due sinodi: uno diocesano nel 1780 e uno provinciale nel 1786. Successivamente, il 27 febbraio 1791, papa Pio VI lo trasferì alla sede vescovile di Gaeta, mantenendo il titolo di arcivescovo. Il 28 maggio 1793, riconsacrò la cattedrale di Gaeta, restaurata per volere di Ferdinando IV di Borbone. Infine, il 18 dicembre 1797, fu trasferito alla diocesi di Troia.
Ultimi anni e morte
Durante i tumulti che seguirono alla proclamazione, il 22 gennaio 1799, della Repubblica Napoletana, di cui Troia entrò a far parte l'8 febbraio, sentendosi minacciato, Francone si rifugiò presso il fratello Tommaso Maria, arcivescovo di Manfredonia. Tornato a Troia, vi morì poco dopo il 7 maggio 1799.
La sua vita riflette l'impegno pastorale e la dedizione al servizio ecclesiastico in un periodo di grandi cambiamenti politici e sociali.
