

Ci sono vite che sembrano uscite da un romanzo d'avventura. Quella di Ernesto Della Torre è una di queste. Immaginatevelo: nasce ad Adro (vicino Brescia) nel 1844, e a soli sedici anni – ’o sottolineo: sedici! – ha già il fuoco del Risorgimento nelle vene.
Un Eroe a Sedici Anni
Non era ancora un uomo fatto, ma era già un patriota. Nel 1859 si arruola nei Cacciatori delle Alpi. L'anno dopo, nel 1860, è uno di quelli che non si volta dall'altra parte: parte da Quarto con i Mille di Garibaldi. Avite capito buono?
Questo guaglione combatte come un leone a Calatafimi e Palermo, tanto che viene nominato ufficiale sul campo di battaglia. A sedici anni!
Ma la sua sete di Italia unita non si ferma:
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1862: Lo troviamo a combattere il brigantaggio borbonico nel Mezzogiorno.
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1866: Torna con Garibaldi in Tirolo, contro l'Austria. Viene ferito gravemente a Bezzecca e si guadagna la medaglia al valore. Chisto nun se fermava maje!
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1867: Partecipa alla campagna dell'Agro Romano. E qui, le cose si mettono male.
Condannato a Morte
A Vallecorsa, viene ferito di nuovo. Stavolta, però, lo catturano le truppe papaline. Lo portano a Roma, lo processano e ‘o Papa Re non scherza: condanna a morte.
Sembrava la fine per il giovane eroe. Ma, come nei migliori romanzi, interviene la diplomazia: grazie all'intervento di Napoleone III, viene liberato. Scampato alla morte per un soffio, Ernesto capisce che è ora di cambiare aria e si rifugia a Napoli.
La Seconda Vita: Napoli e l'Impegno Civile
Poteva un uomo del genere starsene con le mani in mano? E comme no!
A Napoli, il suo spirito indomito si trasforma. Non più guerra, ma impegno sociale e memoria:
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Presidente dei Superstiti: Diventa il presidente effettivo dell'Associazione dei Superstiti delle Patrie Battaglie. Non era solo un titolo: sotto la sua guida, vengono realizzati i grandi monumenti ai caduti del Volturno (a Santa Maria Capua Vetere e ai Ponti della Valle), ideati da lui stesso.
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Eroe contro il Colera: Quando a Napoli scoppia la terribile epidemia di colera del 1884, Della Torre non scappa. Si mette ’ncoppa ’a primma fila, guida le squadre di soccorso dell'Associazione e si guadagna un'altra medaglia: quella al Valor Civile.
L'Imprenditore di Portici
Dopo tanto girovagare, Ernesto Della Torre trova finalmente casa. E dove, se non a Portici?
Qui, l'eroe di guerra diventa imprenditore. Nel 1885 fonda il settimanale "Il Vesuvio", organo dei Comuni Vesuviani. Ma non si ferma al giornale: apre una piccola tipografia che, in breve tempo, diventa il rinomato Stabilimento Tipografico Vesuviano.
Questa non era una tipografia qualunque. Divenne uno dei centri di stampa più importanti e fiorenti di tutta Napoli, tanto da vincere premi e diplomi in esposizioni nazionali ed estere. Nel 1903, dava lavoro a circa 70 operai porticesi. Della Torre aveva sostituito il fucile con la macchina da stampa, e l'inchiostro era la sua nuova munizione per costruire il futuro.
L'Eredità
Ernesto Della Torre si spegne il 6 dicembre 1913. Portici, la sua terra d'adozione, gli tributò onoranze funebri indimenticabili. L'intera città pianse l'uomo che, dopo aver combattuto per fare l'Italia, aveva scelto di vivere e investire sott' 'o Vesuvio.
Il suo giornale, "Il Vesuvio", dedicò l'intero numero alla sua commemorazione, con scritti delle più grandi personalità del tempo. Una storia meravigliosa, di un uomo che ci insegna che il coraggio non è solo combattere, ma anche, e soprattutto, saper costruire.
