Monsignor Domenico Rapolla era ’na storia ’e core e di fede, ma anche di libertà! Era ’nu nobile di Venosa (Potenza), nato il 23 marzo 1808, discendente di una famiglia che poi s’è trasferita a Napoli.

La sua vita non era destinata alle aule di tribunale, ma all’altare: si votò al sacerdozio e, pensate un po’, divenne Canonico Cantore della Cattedrale di Venosa e perfino Cameriere d’Onore extra urbem di Papa Gregorio XVI. Che roba! Sembrava destinato a una vita di chiesa tranquilla e onorata...

L’Esilio e la Scelta di Portici

...Fino al 1857, quando 'o Monsignore tirò fuori un coraggio da leone! Espresse i suoi “sentimenti liberali” contro il regime borbonico e, capite bene, le persecuzioni non si fecero attendere. Fu costretto a fuggire, a trovare rifugio nel Piemonte. Un prete in esilio per la libertà: questa è 'na storia 'e core che solo il Sud sa raccontare!

Al suo rientro, dove scelse di mettere radici dopo tanta tribolazione? Non a Napoli, ma nella nostra amata Portici! Trovò casa e pace qui, e nel 1868 decise di costruire la sua dimora definitiva.

La Splendida Villa del Cavaliere Fazzini

Non una casa qualunque, ma ’na splendida villa in quella che era Via dell’Epitaffio – l’odierna Via Emanuele Gianturco. E qui sta ’o bello, guagliù: chiamò l'architetto, il Cavaliere Gaetano Fazzini, che non era l’ultimo arrivato, ma l'uomo che aveva progettato nientemeno che l'Osservatorio Vesuviano e la chiesa dell’Annunziata a Napoli!

Immaginate: una villa 'firmata' dall'architetto del Vesuvio, immersa in un “magnifico giardino ricco di statue settecentesche”! ’Nu gioiello, capisci? La scelta di Fazzini e la bellezza della villa legano Rapolla per sempre al nostro Miglio d'Oro e alla sua tradizione architettonica. Portici era per lui un rifugio di bellezza e cultura.

L’Ultimo Riposo

A Portici, Monsignor Rapolla visse fino alla fine, spegnendosi proprio nella sua abitazione di Via dell’Epitaffio il giorno di sabato 5 agosto 1893.

E qui, la sua storia si lega per sempre alla nostra terra: le sue spoglie riposano nel Cimitero di Portici, nella Congrega dell’Immacolata Concezione. Il nipote, Cavaliere Diego Rapolla, volle onorarlo con una lapide nel 1895 e addirittura pubblicò a Portici un lavoro sulla sua nobile figura, i Cenni Biografici, nel 1894.

Monsignor Rapolla non era solo un ospite: era un Porticese d'adozione, che ha lasciato ’nu segno indelebile in pietra e in spirito! ’Na lezione di vita e di sapienza, e chi s’‘o scorda!