Domenico Manzon, per tutti "Mimì", è ’na figura di quelle che lasciano il segno. Nasce proprio qui, a Portici, il 22 giugno 1922. Come tanti giovani promettenti del tempo, si iscrive all'Università di Napoli e prende la laurea in Legge. ’O futuro da avvocato sembrava scritto. E invece no. ’O core, e la passione ppe ’a scrittura, lo portano da tutt’altra parte.
Dal Tevere al Tamigi, fino al "Roma" di Napoli
’A carriera giornalistica di Mimì Manzon nun è ’na passeggiata. Si fa le ossa a Roma, scrivendo per "Il Tempo". Ma il suo talento è internazionale. Fa le valigie e vola a Londra, dove entra a far parte della prestigiosa redazione italiana della BBC. Sentite buono: della BBC, a Londra!
Ma si sa, ’o richiamo ’e casa è forte. Torna a Napoli e diventa una delle colonne portanti del quotidiano "Roma", uno dei giornali più importanti del Sud. Lavora sodo, si fa rispettare da tutti per la sua competenza e il suo stile impeccabile, fino a raggiungere la qualifica di Redattore Capo.
Eppure, il destino gli teneva in serbo ’n’ata missione.
Il "Decano" del Vino e della Cucina Campana
Negli anni ’70, mentre l'Italia scopriva il boom economico, Manzon capisce una cosa fondamentale: la nostra ricchezza vera sta nella terra. Sta nel vino, nell'olio, nelle ricette delle nonne. E così, decide di dedicare la sua penna a quello che all'epoca non era "cool" come oggi: l'enogastronomia.
Diventa il pioniere, il "Decano dei giornalisti enogastronomici campani".
Fino al 1994, tiene una rubrica settimanale fissa su "Il Mattino" che è ’na vera messa cantata. La gente aspettava i suoi articoli per sapere dove andare a mangiare, quale vino scoprire. Ma non era ’nu critico che distruggeva. Era, come lo ricordano tutti, un "giornalista galantuomo, pieno di verve". Scriveva con semplicità e ’na competenza che metteva paura, facendoti venire l’acquolina in bocca solo a leggere.
Ma Manzon non si limita a scrivere. Lui fa le cose.
- Fonda e dirige la rivista "Mangiare & Bere".
- Diventa Presidente dell'Enohobby Club Napoli – la Confraternita dei Borbone, un nome che è tutto un programma.
- Soprattutto, è tra i primi a spingere per creare corsi di enologia seri in Campania, capendo che il vino non si fa solo con l'uva, ma pure con lo studio.
L'Eredità nei suoi Libri
’O ssapimmo, verba volant, scripta manent. E Mimì Manzon ci ha lasciato ’na biblioteca di sapori. Ha scritto libri fondamentali per chiunque voglia capire la Campania a tavola. Testi che ancora oggi sono Vangelo:
- Vini e vignaioli d’Italia. Cuzzolin Editore. Napoli, 1970;
- La Campania: dove andare, cosa comprare, come mangiare. Adriano Gallina Editore. Napoli, 1981;
- Vini della Campania: ampelografia e catalogo dei vini in etichetta. Ulisse & Calipso Edizioni. Napoli, 1992;
- La cucina della Campania: alla scoperta delle grandi ricette tipiche di una tradizione gastronomica universalmente nota per la varietà e la fantasia dei suoi piatti. Newton Compton Editori. Roma, 2000;
- La cucina campana in cento ricette tradizionali. Newton & Compton Editori. Roma, 2000;
- La cucina campana in 480 ricette tradizionali. Volumi 1 e 2. Newton & Compton Editori. Roma, 2003;
- La cucina campana. Newton & Compton Editori. Roma, 2007.
Ha coronato la carriera giornalistica aggiudicandosi diversi prestigiosi premi: «“Il Caserta», l’Ischia”, il “Calabria Camigliatello”, il “Castellabate”, il “Montalcino”».
Quando, il 2 ottobre 2008, a 86 anni, si spegne serenamento nella sua abitazione a Napoli, lascia un vuoto enorme. Domenico Manzon è stato più di un giornalista: è stato l’ambasciatore dei nostri sapori, un figlio di Portici che ha usato la laurea in legge per difendere ’a causa più giusta: quella d’‘a tavola fatta con amore. E di questo, noi porticesi, gli saremo sempre grati.
I funerali si tengono presso la chiesa del Redentore al corso Vittorio Emanuele.
