Ciro AielloCiro Aiello nasce a Portici il 22 novembre del 1900. Immaginatevelo da bambino, a correre pe’ ‘e viche d’ ‘a città, con gli occhi rivolti verso l'azzurro del cielo sopra il Vesuvio. Forse già allora sognava di volare, di guardare la sua terra dall'alto. E Ciro, quel sogno, lo prese sul serio.

Completati gli studi, scelse la carriera militare, una decisione che lo portò lontano dalla sua amata Portici, ma che lo avrebbe consegnato per sempre alla sua storia. Si arruolò nella Regia Aeronautica, l'aviazione di allora, spinto da una passione ardente per il volo. Non era un mestiere per tutti, ci voleva un fegato grande quanto una casa, e Ciro lo aveva.

Diventò pilota, uno di quelli bravi, coraggiosi. Ma il destino lo mise alla prova durante il conflitto più terribile, la Seconda Guerra Mondiale. La sua abilità e il suo coraggio emersero in un episodio che pare quasi la scena di un film. Durante una missione, fu catturato dal nemico e condannato a morte. Ma un porticese non si arrende facilmente, tenitelo a mente. Nella notte prima dell'esecuzione, con un'arte della persuasione tutta nostrana, riuscì a convincere le sue due guardie a disertare e a fuggire con lui. Un'evasione incredibile, che ci racconta di un uomo non solo coraggioso, ma anche astuto e pieno di vita.

Ma la guerra, purtroppo, non fa sconti a nessuno. Il 22 luglio 1943, Ciro decollò da Palermo con il suo aereo, un S-81, per un'azione offensiva in Africa. Era una missione pericolosa, una di quelle da cui si sa di partire, ma non si sa di tornare. E infatti, il suo viaggio si interruppe tragicamente.

Il 27 luglio 1943, nei cieli del Mediterraneo, l'aereo del colonnello Ciro Aiello fu abbattuto. Quel cielo che tanto amava divenne la sua tomba.

Per il suo eroismo, Ciro Aiello fu decorato con la Medaglia d'Argento al Valore Militare, uno dei riconoscimenti più alti. E Portici, la sua città, non lo ha dimenticato. Se passate per le strade della nostra città, aguzzate la vista: troverete una piccola targa, quasi nascosta, che recita:

MEDAGLIA D'ARGENTO / COL. AIELLO CIRO / CIELO DEL MEDITERRANEO / 27-7-1943

È un segno piccolo, ma potente. Un monito a non dimenticare il sacrificio di un figlio di Portici che ha dato la vita per inseguire un sogno e per servire il suo Paese. La sua storia è un pezzo del grande mosaico della nostra memoria, una storia di coraggio che merita di essere raccontata, perché, come si dice a Napoli, "chi tene curaggio, campa ‘na vota sola, ma chi nun ce l’ha, nun campa proprio." E Ciro Aiello, statene certi, ha vissuto pienamente.