Carmine NovielloPortici non è solo 'na città sott' 'o Vesuvio: è 'na culla 'e cervelli, un luogo dove la terra e l'ingegno si sono incontrati e hanno dato frutti meravigliosi. Lo sapevate che tra i viali della nostra Reggia, dove oggi si coltiva il futuro dell'agricoltura, ha camminato un uomo che parlava con le piante? O meglio, capiva le loro malattie come nessuno mai. Parliamo di Carmine Noviello, un nome che forse non a tutti dice qualcosa, ma che nel mondo della scienza brilla come una stella. Non era porticese di nascita, ma lo è diventato nel cuore e nell'anima, legando la sua vita alla nostra Facoltà di Agraria. Un uomo che ha girato il mondo per imparare e poi è tornato qui, a casa, per insegnare. Siete pronti a scoprire la storia di questo scienziato dal cuore grande, che ha dedicato la sua vita a curare il verde del nostro mondo? Uagliù, mettetevi comodi, che il racconto comincia.

Nu guaglione venuto da luntano

La nostra storia comincia un po' più in là, a Castel Volturno, dove Carmine Noviello nasce il 20 giugno 1928. Ma si sa, certe anime sono destinate a trovare il proprio posto nel mondo, e per Carmine quel posto era all'ombra del Vesuvio. Dopo gli studi superiori, il giovane Noviello varca i cancelli della storica Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli a Portici. E non lo fa in punta di piedi: si laurea nel 1953 con lode, facendo capire a tutti che quel ragazzo aveva la stoffa del campione. La sua passione non era la zappa, ma qualcosa di molto più piccolo e invisibile: i nemici delle piante. Inizia così la sua carriera universitaria come assistente alla cattedra di Patologia vegetale. Era l'inizio di un amore, quello per la fitopatologia, che non lo abbandonerà mai più.

'O "cervello in fuga"... ca po' è turnato

Negli anni '60 l'Italia guardava all'America come a un sogno. E Carmine, che era uno che sognava in grande, decise di partire. Attenzione, non era 'na fuga, ma un viaggio di conoscenza! Nel 1964 vola negli Stati Uniti e in Canada, dove studia e lavora in alcune delle università più prestigiose del mondo: la Cornell University, la University of California a Berkeley e la University of Saskatchewan. Immaginatevelo, questo figlio della nostra terra tra i giganti della scienza mondiale. Lì si perfeziona, impara tecniche nuove, apre la mente. Ma il richiamo di casa, quello del Vesuvio e del mare di Portici, era troppo forte. Noviello non era uno di quelli che dimenticano le proprie radici. E infatti, con un bagaglio di conoscenze immenso, decide di tornare.

Nu Professore cu 'a "P" maiuscola

Tornato a Portici, la sua carriera decolla. Nel 1968 diventa professore di ruolo in Fisiopatologia vegetale e nel novembre del 1975, la stima dei suoi colleghi è tale che viene eletto preside della Facoltà di Agraria. Pensateci: quel ragazzo arrivato dalla provincia di Caserta era diventato il capo di una delle istituzioni scientifiche più importanti del Mezzogiorno. Sotto la sua guida, la facoltà vive un periodo di grande fermento scientifico. Era un uomo di scienza, ma anche un uomo di grande umanità, capace di guidare e ispirare generazioni di studenti, trasmettendo non solo nozioni, ma una passione vera per la ricerca.

'O "duttore d' 'e ppiante" che parlava ai funghi

Ma cosa faceva, in pratica, il professor Noviello? Era un "dottore delle piante". I suoi studi più importanti, quelli che lo hanno reso famoso nel mondo, riguardano un genere di funghi cattivissimi, chiamati Fusarium, che fanno ammalare tantissime piante importanti per la nostra agricoltura. Noviello, con il suo gruppo di ricerca a Portici, ha messo a punto metodi diagnostici rivoluzionari, basati sulla tecnologia degli anticorpi monoclonali, per riconoscere questi funghi. In parole povere, ha creato delle "guardie speciali" in grado di scovare il nemico e salvare i raccolti. Grazie alle sue ricerche, ha anche arricchito enormemente la Micoteca dell'istituto, una specie di "biblioteca dei funghi" fondamentale per gli studi futuri.

L'eredità 'e nu grande porticese (d'adozione)

Carmine Noviello ci ha lasciato il 14 luglio 2007 a Orvieto in provincia di Terni, ma la sua eredità è più viva che mai. Non solo nei libri e nelle pubblicazioni scientifiche, ma nell'esempio che ha dato. Un uomo che ha dimostrato che con lo studio, la passione e il coraggio si possono raggiungere traguardi impensabili. Lo Stato italiano lo ha insignito del titolo di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, un riconoscimento per una vita spesa al servizio della scienza e della comunità.

Per noi di Portici, Carmine Noviello è la prova che questa terra non è solo un luogo di bellezza struggente, ma anche un faro di conoscenza. È la storia di un cervello che non è fuggito, ma è tornato per illuminare la sua casa. E ogni volta che passeremo davanti alla Reggia, penseremo a lui, 'o "duttore d' 'e ppiante", che da quaggiù ha reso il mondo un po' più verde e un po' più sano. E chi s' 'o scorda cchiù?