Carlo PintoA Portici, il nome "Pennese" è sinonimo di speranza e opportunità. È un palazzo con le porte sempre aperte, un luogo dove generazioni di ragazzi hanno trovato una guida e un mestiere. Dietro questa istituzione, e in gran parte artefice della sua forma moderna, c'è la figura poliedrica di Monsignor Carlo Pinto: un sacerdote diocesano, un fine giurista e un uomo di Curia, ma soprattutto l'anima e il motore dell'Opera Pia, poi divenuta Fondazione Istituto Pennese. La sua è stata una vita spesa a intrecciare il diritto canonico con il diritto alla dignità sociale, con lo sguardo sempre rivolto ai giovani "da tirare via dalla strada".

Le Radici: una Doppia Vocazione tra Fede e Legge

Carlo Pinto nasce a Torre del Greco l'8 luglio 1929 e viene ordinato sacerdote il 10 luglio 1955. Queste date, confermate dagli annuari della Chiesa di Napoli, segnano l'inizio di un percorso duplice. Fin da giovane, infatti, affianca alla vocazione religiosa e agli studi teologici un profondo interesse per le discipline laiche: si iscrive all'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove consegue la laurea in giurisprudenza.

Questa doppia formazione, pastorale e giuridica, non sarà un semplice accumulo di titoli, ma la chiave di volta di tutta la sua opera. Saprà sempre come muoversi tra le complesse normative ecclesiastiche e civili per un unico scopo: dare solide basi e un futuro concreto ai suoi progetti di carità.

L'Opera di una Vita: L'Istituto Pennese di Portici

Appena ordinato prete, nel 1955, il suo cammino lo porta a Portici, nel cuore pulsante dell'Opera Pia Istituto Pennese. L'istituto, con sede nello storico palazzo di via Vittorio Emanuele 2, era stato edificato nel 1937 per volere della marchesa Teresa Pennese. Qui, il giovane sacerdote si immerge in una realtà di ragazzi bisognosi, spesso orfani di marittimi.

Il suo impatto è immediato e concreto. Si rende subito conto che la piccola cappella interna non è più sufficiente per la comunità e si fa promotore della costruzione di una nuova, grande chiesa. Nasce così la Chiesa di San Giuseppe Operaio, che viene consacrata il 15 novembre 1958 dall'allora arcivescovo Alfonso Castaldo. Monsignor Pinto ne diventa, a pieno titolo, il primo rettore. Nello stesso anno, con una visione che precorre i tempi, fonda l'Associazione Ex Allievi: un modo per non spezzare mai il legame con i "suoi" ragazzi, per continuare a essere una famiglia anche dopo l'uscita dall'istituto.

La sua dedizione è tale che, alla morte del carismatico animatore Monsignor Tommaso Alessio nel 1969, la sua nomina a direttore dell'Opera Pia è la scelta più naturale. Guiderà l'istituto attraverso un'importante trasformazione: nel 1991, l'ente acquista personalità giuridica e si trasforma in Fondazione Istituto Pennese, e lui ne assume la presidenza, incarico che gli sarà confermato fino al 2016.

Il suo sogno prende forma: trasforma il Pennese in un "Centro di formazione delle arti e mestieri", un luogo vivo con laboratori professionali, una "Mensa del Buon Samaritano" per i bisognosi e spazi didattici all'avanguardia. La sua visione non si ferma alla sola assistenza, ma punta all'autonomia e alla dignità attraverso il lavoro e la cultura. Ne è una splendida testimonianza la promozione, nel 2012, della nascita dell’Orchestra della Compagnia degli Artisti di Ottocento Napoletano, perché credeva che la bellezza fosse uno strumento essenziale di educazione e riscatto.

Uomo di Curia: un Giurista al Servizio della Chiesa

Parallelamente al suo instancabile lavoro a Portici, Monsignor Pinto ricopre incarichi di primissimo piano all'interno della diocesi e della Santa Sede, mettendo a frutto la sua profonda competenza giuridica:

  • Cancelliere della Curia Arcivescovile di Napoli: Per moltissimi anni è stato un punto di riferimento amministrativo e legale per l'intera diocesi.
  • Abate della Cappella del Tesoro di San Gennaro: Un ruolo di grande prestigio e responsabilità spirituale.
  • Consultore della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti: Una nomina pontificia ricevuta il 2 maggio 2002 da Papa Giovanni Paolo II, che lo chiama a collaborare direttamente con il governo centrale della Chiesa.
  • Membro del Collegio dei Consultori (quinquennio 2008-2013).
  • Promotore di giustizia presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Campano (dal 1° febbraio 2010).
  • Delegato arcivescovile per i Cimiteri di Poggioreale (dal 3 gennaio 2012).
L'Eredità: un Futuro Costruito sulla Carità Intelligente

Monsignor Carlo Pinto si spegne a Portici il 6 febbraio 2019. La sua salma viene vegliata nella cappella di quella chiesa di San Giuseppe Operaio che aveva tanto voluto. Il giorno seguente, una folla commossa partecipa ai funerali nella Basilica della Natività di Maria e San Ciro, testimoniando l'affetto e la gratitudine di un'intera città.

La sua eredità non è un semplice ricordo, ma un'opera viva e pulsante. Il Palazzo Pennese oggi continua a essere un presidio di formazione e accoglienza. Poco dopo la sua scomparsa, è stata annunciata l'inaugurazione della rinnovata Fondazione con l’“Ottocento Napoletano Accademia”, un centro di alta formazione artistica e musicale dedicato proprio alla sua memoria.

La sua è stata la storia di una carità intelligente, che non si accontenta di dare un pasto, ma offre un mestiere, non si limita a consolare, ma educa alla bellezza. Ha lasciato a Portici non solo un'istituzione, ma un metodo: costruire il futuro dei giovani offrendo loro gli strumenti per essere liberi.