Giovanni Porzio

Giovanni PorzioPorzio Giovanni (Portici, 1873 - Napoli, 22 settembre 1962) - "Usciva da un'aula con la toga svolazzante, con la mano tesa al bacio della gente come un cardinale" annota nel suo diario, il 10 luglio 1916, la scrittrice Elena Canino.

La strepitosa popolarità gli derivava da un'oratoria dotta ma insieme chiara come acqua; era un po' istrione e un po' demagogo, conosceva i codici fin nelle virgole e meglio ancora l'indole umana.  Vocazione giovanile: conservava una poesiola dedicatagli dai compagni del liceo Umberto quando rischiò la bocciatura in aritmetica: "Ognun credea che Porzio già fosse un avvocato.  Ma or la matematica l'ha tutto trasformato".

Celebri sue arringhe portarono all'assoluzione dell'attrice Yvonne de Willespreux che aveva frantumato a colpi di revolver il cuore di uno studente-seduttore e dell'ex questore-commendatore Federico Borrelli che trucidò la figlia infedele con 39 pugnalate.  "Vizio totale di mente", stabilirono i giudici.

Si infuriò quando nel 1931 i deputati in camicia nera approvarono l'articolo 587 del codice penale, che fissava pene minime per il "delitto d'onore".  Amava combattere battaglie legali per l'assoluzione dei suoi assistiti, però detestava questa norma passepartout che quasi giustificava in nome dell'onore ogni crimine.

Ai giurati di Castelcapuano disse: "Signori, oramai vi scambiano per dei doganieri, oramai si crede che basti domandare all'accusato: "Che rechi nella tua insanguinata bisaccia?" 'L'onore!' 'Ah, l'onore: ebbene, passa".

Porzio nacque per decisione paterna a Portici, sede della villeggiatura familiare, mentre a Napoli si infittivano voci di epidemia colerica.  Ebbe intense esperienze politiche: deputato dal 1909 al 1929, sottosegretario alla Giustizia, all'Interno e alla Presidenza del Consiglio tra il 1920 e '21.

Caduto il fascismo fu deputato della Costituente e senatore di diritto.  Nel 1950 si dimise, dopo due anni, dalla carica di vicepresidente del Consiglio per lo studio dei problemi del Mezzogiorno.  Visti i risultati, non gli si poteva dare torto.