Macedonio Melloni

Macedonio MelloniMacedonio Melloni. Fisico e patriota (Parma, 1798 - Portici, 1854). Partecipò ai moti del 1831; costretto dalla reazione a fuggire in Francia, vi riprese la sua attività scientifica. A Napoli ebbe la direzione del Conservatorio d'arti e mestieri e successivamente la direzione dell'Osservatorio vesuviano. Deve la sua fama come scienziato allo studio dell'energia raggiante, della irradiazione e rifrazione del calore, della polarizzazione, della trasparenza dell'aria secca dello spettro calorifero. Quando si pensò di creare un osservatorio vesuviano da più parti fu fatto il nome di Macedonio Melloni, scienziato di fama europea che era stato docente di fisica all'università di Parma e che dal 1831 si trovava, per motivi politici, in esilio a Parigi. Il 4 marzo 1839 Re Ferdinando II approvò la nomina di Melloni a direttore.

Si legge nel verbale della seduta del consiglio di Stato: " Il signor Macedonio Melloni di Parma ha offerto i suoi servigi come professore di fisica al Re N.S. ed i più insigni scienziati che vanti oggi l'Europa, fra i quali basterebbe citare un Humboldt ed un Arago, nel rendere al merito di lui solenne e nobilissima testimonianza, lo raccomandarono caldamente alla Maestà Sua. Il signor Melloni, che a giudizio dell'Humboldt, è ora il primo fisico del continente, deve in spezial modo la sua celebrità alle acute ed ingegnose investigazioni sull'elettromagnetismo. E poiché non avvi forse altro Stato che abbia così gran numero di vulcani, o estinti o in attività, sarebbe oltremodo necessario fondare in Napoli un istituto meteorologico, specialmente oggi che il magnetismo terrestre occupa le menti di quanti danno opera agli studi della fisica generale del globo. Anche questo incarico assai utilmente sarebbe affidato al signor Melloni ".

Il 10 luglio 1839, Melloni prestò giuramento di fedeltà al sovrano. Insieme con l'architetto Gaetano Fazzini, Melloni dopo una attenta esplorazione delle pendici del Vesuvio, scelse una località a 630m.sul mare e a 2200 m in linea d'aria dal cratere: il costone della collina del San Salvatore o Monte Canteroni, un luogo difficilmente raggiungibile dalla lava perché protetto dal vallone della Vetrana, dal famoso Sciariglio e dalla Fossa Grande.

Acquistato il suolo per 130 ducati, furono poi stanziati, il 4 settembre 1841, i fondi per la costruzione dell'edificio, come si legge sulla lapide murata sul frontone dell'Osservatorio:
FERDINANDO II REGE
AB INCHOATO EXTRUCTUM
ANNO MDCCCXXXXI

Altri fondi furono erogati per l'apertura della strada che da Pugliano, avrebbe condotto all'osservatorio stesso. A causa delle avversità geologiche, i lavori si protrassero per quattro anni e la cerimonia ufficiale d'inaugurazione ebbe luogo il 28 settembre 1845, in occasione del VII Congresso degli Scienziati a Napoli anche se il documento di consegna fu redatto il 16 marzo 1848. Si erano spesi complessivamente 71.268,68 ducati, ma la palazzina, in stile neoclassico di un bel colore rosso pompeiano, risultò quando mai funzionale, solidissima per i grossi muri rinforzati da rampini di rame, e dotata di strumenti modernissimi per quell'epoca che lo stesso Melloni aveva acquistato a Parigi nel 1847.

Sarà da questo osservatorio che saranno studiate ben sette importanti eruzioni, quella del 1858, quella del 1861, quella del 1871-72, quella del 1895-1896, quella del 1906, quella del 1929 e quella del 1944. Destituito, dopo i moti politici del 1848, per le sue troppo palesi simpatie verso i liberali, Macedonio Melloni si ritirò a Portici nell'attuale Villa Vergara in Via Amoretti, ove morì di colera nel 1854.