Ernesto Della Torre

Ernesto Della TorreErnesto della Torre nacque ad Adro il 26 marzo 1844.
A soli sedici anni indossa la camicia rossa e prende il fucile: arruolatosi nel 1859 tra i Cacciatori delle Alpi, fu con i bersaglieri dell'Emilia alla Cattolica. Partì da Quarto nel 1860 coi mille alla volta della Sicilia, eroicamente insorta, combattendo a Calatafimi e a Palermo, fu nominato ufficiale sul campo di battaglia a soli sedici anni e partecipò a quel ciclo che compiva i destini d'Italia. Nel 1862 è trasferito nell'undicesimo reggimento fanteria che vanta da quell'epoca una delle più belle pagine contro il brigantaggio borbonico che infestarono il Mezzogiorno, combattendo sulla penisola ai ponti della Valle.

Nel 1864, diede le dimissioni da ufficiale, e si dedicò a varie imprese commerciali. Nel 1866 seguì di nuovo Garibaldi nel Tirolo nella guerra contro l'Austria.Fu ferito gravemente a Bezzecca e vi guadagnò la medaglia al valore. Fatto prigioniero fu rinchiuso a Civitavecchia prima, in Castel Sant'Angelo poi, dove rimase parecchi mesi sotto il peso di una condanna a morte. Liberato dopo l'intervento di Napoleone III, ritornava di nuovo a vita privata.

 

Della TorreTrovata fissa dimora a Portici, nel 1885 fondò il "Vesuvio" organo settimanale dei Comuni Vesuviani e una piccola tipografia da cui ebbe origine lo stabilimento tipografico Vesuviano che in breve seppe rendere tra i più importanti e fiorenti di Napoli, così da meritarsi diplomi e benemerenze nelle maggiori esposizioni nazionali ed estere.

 

Costituita a Napoli l'Associazione dei superstiti delle patrie battaglie, che ebbe come presidenti d'onore, Garibaldi, re Umberto, Cairoli, Crispi, Vittorio Emanuele III, ne fu presidente effettivo Ernesto della Torre. Guidò il sodalizio con perseveranza premurosa ed efficace.All'opera di quest'associazione, si devono i monumenti da lui ideati ed eseguiti dall'architetto Manfredi, ai ponti della Valle, e di Santa Maria Capua Vetere.

Alla sua camicia rossa seppe aggiungere molte onorificenze per benemerenze sociali. Nel 1903, nel suo stabilimento tipografico vi lavoravano circa 70 operai che con gli adeguamenti tecnologici che seguirono negli anni successivi si ridussero a circa trenta unità.

Ernesto Della Torre si spegneva il 6 dicembre del 1913 e Portici, sua terra di adozione, gli tributò onoranze funebri indimenticabili.La redazione del "Vesuvio" dedicò l'intero giornale alla commemorazione del suo fondatore con scritti di B: Zumbini, O.Comes, N.Lapegna, S.Poli, Giolitti ecc.....